Manuel Felisi - Sogno

 

Manuel Felisi - Sogno, 2015
Tecnica mista su tela - 150 x 216 cm

Foto di Mauro Ranzani

 

 

 

C’è qualcosa che ci appartiene nell’opera di Manuel Felisi. Qualcosa di famigliare, che ci avvolge e sollecita i nostri sensi come un profumo che conosciamo (anche se non capiamo subito dove l’abbiamo sentito), come un’atmosfera che abbiamo già vissuto e che evoca i nostri ricordi. Ricordi sinestetici, che coinvolgono tutti i nostri sensi… Come quando entriamo in una casa che frequentiamo fin dall’infanzia, che riconosceremmo anche a occhi chiusi, per l’odore, per i suoni, per la superficie delle cose, per la particolare luce che l’avvolge. Felisi gioca con i suoi e i nostri ricordi. Ricordi che si perdono negli anni, nelle generazioni, sospesi tra ieri e oggi, tra memoria e attualità.  Il tempo nell’opera di Felisi sembra fermarsi, si diceva. Certo. Ma questo non significa che il tempo venga in qualche modo negato. Al contrario l’artista sembra volerlo affrontare faccia a faccia in ogni lavoro. L’indagine si compie spesso attraverso l’azione, mediante gli effetti prodotti dal tempo sugli oggetti, sulla realtà quotidiana. E per misurare il suo scorrere e il suo passaggio Felisi usa spesso l’acqua.